ABBANDONARSI CON “DIGNITÀ”


Voglio iniziare da qui e da questa immagine, perché mi sono reso conto che la mia “fotografia” era finita nella condizione dell’abbandono con dignità.

Un po’ come l’uomo che si lascia andare al vissuto, al contesto, alle influenze, ma che continua a portare con se la sua persona. Può scegliere di abbandonare quello che era e farlo in maniera netta, a volte anche violenta, oppure continuare a vivere nell’anonimato vestendosi di dignità.

Mi sono imbattuto in quest’immagine, anche se mi piace pensare che ho incontrato quest’uomo, camminando per New York. Era al riparo dal cammino degli altri, riposando nella rientranza della vetrina di un negozio chiuso. Le vetrate a proteggere la sua persona. La sua posizione di protezione. Un mix di sentire che mi ha letteralmente ipnotizzato.

Ho pensato mille cose in una frazione di secondo, ho scattato una sola fotografia perché terrorizzato dall’idea che potessi calpestare i suoi sogni, ho volutamente immaginato che lui stesse sognando. Ha me piace immaginare che lui fosse un fotografo. E la sua fotografia come la mia, abbandonata con dignità.

Anche se lasciata in disparte per tanto, troppo tempo, vivendo una condizione quasi di abbandono, perché la fotografia è “un essere vivente” e può vivere la stessa condizione di quest’uomo, sento che continua ad essere carica di dignità sia la sua che la mia.

Destati “fotografo”, il mondo che ti circonda ti sta aspettando!

pierocolafrancesco

http://www.pierocolafrancesco.com

Lascia un commento

Archiviato in Home

Ah le maschere, gioia e tristezza di uno stesso momento!


E’ quando sono in machina da solo che più penso, spazio da quelle cose che mi fannviaggioo sorride a quelle che mi rattristano.

Spesso riesco a fare un viaggio rimanendo concentrato solo su una tematica, magari quella che più mi preoccupa o che mi da da pensare in quel momento, riesco a farmi domande e darmi risposte, e a dire il vero non è neanche il massimo stando a quel che ci insegnano alla scuola guida. Sono passati tanti anni dal giorno della patente e tanti chilometri sono stati acciaccati dalle mie gomme, quindi mi tengo i miei ragionamenti e continuo a farne.

Oggi sorridevo per un messaggio, niente di particolare, ma uno smile giusto arrivato al momento giusto. Ma la strada che percorrevo era quella del mio paese, un paese semplice e piccolino, che in questi giorni sta piangendo la morte di un ragazzo giovane, troppo giovane. Conosco la sorella, il fratello, ed inevitabilmente mi è venuto questo parallelismo tra il sorriso e la tristezza.

Nello stesso momento nel mondo ci son più stati d’animo.

Una lacrima scorre sulle rughe di un viso che sorride, un sorriso arriccia la pelle distesa di un volto assente, occhi curiosi riempiono le orbite di occhi assenti. Non so se sia giusto farlo, ma dal niente rimbalzo su questi stati d’animo ed in un solo chilometro riesco a mischiare più maschere.

Ah le maschere, gioia e tristezza di uno stesso momento!

Lascia un commento

Archiviato in Home

Amiamo.


Mi ritrovo ultimamente sempre a parlare di relazioni. D’amore, d’amicizia, di lavoro, ma comunque di relazioni.

Non mi va di parlare di lavoro ma neanche di amicizia, quindi rimane l’amore.

In quanto animali pensanti, viviamo nella necessità quotidiana di relazionarci con gli altri. Chi lo fa più, chi lo fa meno, ma fondamentalmente lo facciamo. Fondamentalmente “amiamo“.

Non ci riesco a ragionare sull’assunto che quando ti piace qualcuno ed inizia il balletto della seduzione, in qualche misura si possa pensare all’amore.

Ti va di uscire?” (Ecco ora ci baciamo, tra qualche giorno facciamo sesso, poi iniziamo a dire di essere fidanzati, poi si va in giro mano nella mano per dire alla società che siamo coppia, poi magari si inizia a pensare ad un matrimoni, ecc.)

Oh Madonna mia, non ce la posso fare!

Non sarebbe più onesto dire e dirsi che probabilmente abbiamo paura di rimanere “soli“?

Uomo_solo

C’è differenza tra lo stare da soli e soffrire di solitudine.

Si sceglie di stare da soli, ma non si sceglie di soffrire di solitudine.

Ovviamente non ho nessuna intenzione di suggerire comportamenti e strade da seguire, ma mi viene l’orticaria quanto intercetto persone che si fanno i conti con il tempo biologico, con le proprie teorie inviolabili ed universalmente valide, con le “convinzioni”.

In questo momento non riesco a pensare ed eventualmente sostenere una relazione amorosa, ma non la escludo a priori. Non la voglio, ma non vuol dire che non la vorrò.

Tutto qui.

2 commenti

Archiviato in Home

Libertà apparente.


Un’estate anomala questa fatta di tremila difficoltà, ma anche un’estate che sto vivendo alla giornata.

Non ho voglia di fare programmi a medio lungo termine e allora mi ritrovo al mattino a pensare cosa fare alla sera.

Ho vissuto di aspettative e probabilmente c’è una parte di me che ancora si aspetta qualcosa, ma fondamentalmente ho deciso di vivere gran parte del mio tempo senza aspettarmi niente e nessuno. Questo non vuole essere una critica per chi lo fa lontano da me, è un problema suo, ma se queste interagiscono anche in minima parte con la mia persona allora c’è qualcosa che non va.

Quest’estate è ed è stata fino ad ora, l’estate della “libertà apparente”.

Non voglio legami in questo momento per tutta una serie di motivi, ma non vorrei neanche che si provasse a farmi cambiare idea.

Libertà apparente vuole dire che fuori si ha necessità di apparire “libero” e poi dentro le necessità, sono ben diverse.

Dalla mia l’onestà a dire chiaramente cosa voglio e cosa sono, dalla vostra quella di accettare e accettarmi, oppure di seguire la vostra strada.

Lascia un commento

Archiviato in Home

Pensiero..


Da adolescenti il gioco è la parte predominante del tempo trascorso, da ragazzo cede il passo a pensieri un po’ più elaborati, poi ad un certo punto si smette di giocare e si viene travolti da tutto quello che è la vita.

Tuttavia allo stesso modo di come poi si rimpiange quel bambino che eravamo, iniziamo a rimpiangere anche quella parte giocosa di noi. Non che non ne siamo più capaci, semplicemente ci sono i troppi coinvolgimenti che abbiamo avuto e che viviamo quotidianamente, che non ci permettono di essere completamente spensierati.

giocosexy

Trasporre un nostra idea su una persona ci sta, viverla come tale no!

Quotidianamente incontro persone, non nascondo che quotidianamente provo interessi, quotidianamente m’interrogo su quello che voglio. Metto in preventivo che “il ricordo” può arrivare da qualsiasi parte, situazioni già vissute si possono riproporre in qualsiasi momento, ma sono anche consapevole che tutto ciò non ha avrà mai sembianze e vestiti già usati.

Non è forse giocare e mettersi in gioco questo!?

E’ normale “cercare” attorno a se, è normale provare a gettare la “pietra”, è altrettanto normale, con tutte le paure del caso, provare a vivere qualcosa di “diverso”. Non è normale invece alzare barriere sotto mentite spoglie dello “essere liberi da pensieri”.

Non vuol essere un rimprovero verso chi si riconosce in queste mie parole, ma un suggerimento che può o può non essere raccolto.

A me non ne viene niente in tasca, anche perché sarebbe troppo lungo il periodo di riabilitazione della persona, ma magari potrà servire per il futuro..

..la vita va avanti!

Lascia un commento

Archiviato in Home

Sguardi rubati..


Distrattamente esci alla sera e vieni assorbito dal chiacchiericcio, dalla presenza, dai saluti, dagli schiamazzi, ma anche dalle risate. Senza rendertene nemmeno conto sei immerso in un incrocio di sguardi vorticoso, frenetico, distratto, attento, cinetico.

E poi ci sono quelli sguardi che cogli di sfuggita, ci torni su per caso e poi inizi a cercarli.

sguardi_rubati

Questo io..

Per caso nello stesso posto, un’osservazione fugace di quelle che se ne fanno mille al giorno, poi altro caso e stesso posto, altra osservazione di coincidenza, poi gli sguardi che s’incrociano e si cercano e poi.. e poi niente perché in tutto questo balletto non so niente di te, neanche come ti chiami!

mmm..

Lascia un commento

Archiviato in Pensieri Personali

..è la resa dei conti!?


Probabilmente c’è uno scotto da pagare e la creditrice è la vita.

Troppe volte non riesco a capire il perché, il perché di tanta rabbia che va riversata su gli altri, il perché dobbiamo prendere schiaffi a destra e a manca senza apparente motivo.

responsabilità

Capisco che ci sono discorsi che fanno male, parole dette che possono più o meno ferire, ma non è che “omettendo” facciamo tanto meglio!

Ora io ci credo in quello che faccio, credo in quello che dico e soprattutto credo in quello che penso, ma probabilmente il mondo, la vita, va ad una velocità diversa dalla mia.

Arrivo a pensare che probabilmente sto sbagliando tutto e sia giunto il momento della resa dei conti.

Io debitore di colpe, che spero qualcuno mi voglia spiegare prima di essere condannato.

Accetto tutto ma non l’andare a finire nei casini senza possibilità di dire la mia!

2 commenti

Archiviato in Pensieri Personali